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Il treno che non può fermarsi
C’è un treno che attraversa il mondo
come un respiro trattenuto troppo a lungo,
un treno che porta con sé valigie leggere
e cuori pesanti,
un treno che conosce il nome segreto
di ogni speranza rimasta in piedi
nonostante il vento.
Corre verso una vita migliore,
ma non può fare sosta
dove il binario è stato demolito dalla guerra,
dove le rotaie giacciono come ossa spezzate
e la terra ricorda ancora
il boato che le ha strappato il futuro.
Lì, tra le macerie,
restano solo ombre che cercano un posto
dove posare la propria stanchezza,
restano mani che non hanno più muri
da bussare,
restano occhi che hanno visto troppo
per poter chiudersi davvero.
Eppure il treno passa,
non per indifferenza,
ma perché anche la speranza, a volte,
non ha il permesso di fermarsi.
Deve continuare a correre,
a sfidare il vuoto,
a immaginare un ponte
dove ora c’è solo polvere.
E mentre avanza,
porta con sé il ricordo di chi non è salito,
di chi è rimasto a guardare
con il cuore in gola
e la vita in sospeso,
come un biglietto mai timbrato.
Forse un giorno,
quando le mani degli uomini
avranno ricucito la terra,
quando il silenzio avrà smesso di tremare,
quel treno potrà tornare indietro
e fermarsi finalmente
dove oggi non può.
E allora,
tra i binari rinati,
qualcuno sorriderà di nuovo
al rumore dolce delle ruote,
perché avrà capito
che anche nei tempi più bui
un treno per una vita migliore esiste davvero,
e continua a correre
finché qualcuno, da qualche parte,
trova il coraggio di ricostruire la strada.